Poveri di serie A e poveri di serie B

Poveri di serie A e poveri di serie B

Sempre più spesso, grazie ai mezzi di comunicazione di massa, si viene a conoscenza di notizie di cronaca talmente assurde da far indignare persino una statua di marmo.

Il fil rouge che lega i vari casi è quasi sempre lo stesso: le palesi ingiustizie subite da inermi cittadini italiani a causa di istituzioni «disattente» perché impegnate a risolvere problemi su altri fronti. La rabbia incontenibile scaturisce dal fatto che una buona parte di queste ingiustizie, sono collegate a veri e propri episodi di discriminazione avvenuti nei confronti di nostri connazionali da parte degli innumerevoli enti pubblici che si occupano di immigrazione. L’indignazione nasce nell’animo del cittadino qualunque perche in tantissimi casi il trattamento riservato ai poveri migranti differisce fortemente con quello riservato agli italiani che si trovano nelle stesse condizioni di difficoltà e di indigenza. Al di la di quelle che possono essere le forzature di chi ha tutto l’interesse a creare contrasti tra gli italiani poveri e i migranti altrettanto poveri, in realtà di casi simili ce ne sono stati molti. Ci sono stati, ci sono e, purtroppo, ci saranno in futuro, per ragioni legate prevalentemente alla meschinità umana. I migranti, infatti, sono diventati un affare colossale.

Anzi, per essere più precisi, sono il più grande affare di tutti i tempi. Ovviamente sono un affare gigantesco per quelle consorterie politico/mafiose che con la scusa dell’accoglienza lucrano ogni santo giorno non meno di trenta euro per ogni migrante, ospitato in luoghi spacciati per gran hotel e che in realtà sono delle catapecchie ripulite alla meglio.

Questi lupi famelici hanno scoperto che accogliere e ospitare mille migranti fa incassare, quasi senza muovere un muscolo, cifre pari a quelle prodotte da una media industria, ma senza i «fastidi» legati alla gestione di centinaia di operai, fornitori, clienti, banche, tasse ecc.

Nelle strutture destinate all’accoglienza dei migranti (salvo le ovvie eccezioni) bastano, invece, una mezza dozzina di addetti sottopagati per gestire il tutto in assoluta tranquillità.

L’emergenza immigrati è una miniera d’oro in quanto lo Stato versa ai centri d’accoglienza cifre colossali. I sodalizi politico/criminali fanno in modo che buona parte di questi finanziamenti finisca nelle saccocce degli «amici». Ricordate l’intercettazione legata all’inchiesta «Mafia Capitale» nella quale si sente Salvatore Buzzi, numero uno della cooperativa di accoglienza migranti «29 giugno», dire ad una complice: «Tu c’hai idea de quanto ce guadagno sugli immigrati? II traffico di droga rende molto meno». A questo punto vi chiederete: perche lo stesso sistema politico/mafioso non sfrutta anche gli italiani che si trovano in condizioni pari, se non peggiori dei poveracci sbarcati sulle nostre coste colabrodo? La risposta è, purtroppo, abbastanza deprimente: gli italiani non interessano perchè non «rendono», non producono argent. Non solo a livello economico non fanno gola a nessuno, ma non danno più vantaggi neanche in campo elettorale. Con le attuali leggi il voto di scambio non ha quasi più ragione di esistere. Non rendono in termini economici perche il settore del welfare è ancora in mano direttamente alle istituzioni locali e, pertanto, i privati, per quanto collusi e complici delle stesse, non hanno materialmente la possibilità di lucrare sulla sofferenza dei nostri connazionali più sfortunati o, se riescono a farlo, il livello delle ruberie è irrilevante in confronto all’altro. Per questa ragione sappiate che quando vi troverete a leggere che di fronte alla struttura ospitante centinaia di migranti (non rifugiati politici, ma semplici migranti economici) il padre di famiglia appena licenziato e sfrattato dorme in macchina insieme alla famiglia è solo perchè non è una preda da spolpare.

E di questo non hanno colpa i migranti ma chi ha trasformato per legge in un affare colossale solo un certo tipo di dolore. Se i nostri politicanti non fossero impegnati a spolparsi le ossa della nazione capirebbero che bisogna mettere subito mano a una riforma sostanziale di tutto il settore parificando il trattamento riservato ai nostri fratelli africani con quello riservato ai nostri fratelli italiani. Speriamo che si rendano conto che è anche loro «interesse» eliminare queste iniquità. Ma lo so che la mia è solo una vana speranza, a meno che non arrivi un altro Salvatore Buzzi a ricordare ai nostri deputati e senatori che i poveri non hanno colore, così come i soldi non hanno odore, ma credo che questo già lo sappiano benissimo!

UGO PERSICE PISANTI